Mazzarri: «Napoli, studia
per vincere lo scudetto»

Il tecnico lancia la sua sfida: «Puntiamo a una crescita graduale: sarebbe bello competere ai massimi livelli un giorno. Non bisogna porsi dei limiti, servono però giudizio e calma. Il contratto triennale? Il presidente avrebbe voluto che fosse più lungo, ma va bene così. Lavezzi e Hamsik sono il futuro, hanno dei margini di crescita enormi»
NAPOLI, 31 maggio - Mazzarri, racchiuda la stagione del Napoli in una clip. «Se possibile, in due: la vittoria di Torino e il trionfo al san Paolo sulla Juventus. Il 3- 2 all’Olimpico fu un capolavoro per la reazione della squadra e in un certo modo stupì, perché ero arrivato da poco; il 31 al san Paolo, invece, fu dominio, successo schiacciante».
E, oggi, si ritrova ad essere l’unico allenatore di serie A con un triennale...
«Non avevo neanche fatto caso a questa curiosità. A me non era mai successo, prima d’ora, eppure, lo dico con modestia, ne avevo avuto l’opportunità. Mi piaceva andare avanti al massimo con un biennale ma qui mi sento amato, avverto il fascino della città e della storia del club, mi sento responsabilizzato. Poi, al Sud, il calcio è rivalsa sociale e queste sono sfide che mi entusiasmano».
Tra lei e De Laurentiis è stato amore a prima vista.
«Mi ha sorpreso, sùbito. E anche ora, con questo prolungamento del contratto: avrebbe voluto un accordo persino più ampio. Ma va bene così. Il ciclo giusto, per cominciare, è un triennio. Io qui sto benissimo, con me stesso e con la gente; ci sono le condizioni per migliorarsi, per lavorare seguendo un percorso che abbiamo tracciato insieme e nel quale crediamo entrambi».
Cosa riserverà il domani?
«Chi può dirlo? Puntiamo ad una crescita graduale. Il sesto posto dell’ultima stagione vale qualcosa in più, perché nel periodo sotto la mia gestione abbiamo fatto un punto in più della Sampdoria. Sarebbe bello, un giorno, essere competitivi per qualcosa di concreto. Lo scudetto? Non poniamoci limiti ma serve giudizio e calma».
C’è grande armonia in questo Napoli fregiatosi dell’Europa.
«Gruppo che ha un valore indiscutibile e che partendo con me, sin dal ritiro, può avere maggior continuità di lavoro. Abbiamo un altro vantaggio: resteremo per larga parte quelli che siamo, il che vuol dire sapere già cosa bisogna fare. Io conosco loro, loro conoscono me».
Molti riconfermati, dunque...
«All’ 80% saremo quelli che siamo. E’ un gruppo forte, omogeneo, solido, sufficientemente istruito. E questo costituisce un aiutino niente male. I risultati del campionato valgono, hanno offerto indicazioni importanti sullo spessore di questo Napoli e noi ne teniamo conto, com’è giusto che sia».
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