Mazzarri: «Napoli, studia per vincere lo scudetto»

lunedì 31 maggio 2010

Mazzarri: «Napoli, studia
per vincere lo scudetto»


Il tecnico lancia la sua sfida: «Puntiamo a una crescita graduale: sarebbe bello competere ai massimi livelli un giorno. Non bisogna porsi dei limiti, servono però giudizio e calma. Il contratto triennale? Il presidente avrebbe voluto che fosse più lungo, ma va bene così. Lavezzi e Hamsik sono il futuro, hanno dei margini di crescita enormi»

NAPOLI, 31 maggio - Mazzarri, racchiuda la stagione del Napoli in una clip. «Se possibile, in due: la vittoria di Torino e il trion­fo al san Paolo sulla Juven­tus. Il 3- 2 all’Olimpico fu un capolavoro per la rea­zione della squadra e in un certo modo stupì, perché ero arrivato da poco; il 3­1 al san Paolo, invece, fu do­minio, successo schiac­ciante».

E, oggi, si ritrova ad es­sere l’unico allenatore di serie A con un triennale...
«Non avevo neanche fat­to caso a questa curiosità. A me non era mai successo, prima d’ora, eppure, lo di­co con modestia, ne avevo avuto l’opportunità. Mi pia­ceva andare avanti al mas­simo con un biennale ma qui mi sento amato, avver­to il fascino della città e della storia del club, mi sento responsabilizzato. Poi, al Sud, il calcio è rival­sa sociale e queste sono sfi­de che mi entusiasmano».

Tra lei e De Laurentiis è stato amore a prima vista.
«Mi ha sorpreso, sùbito. E anche ora, con questo prolungamento del contrat­to: avrebbe voluto un ac­cordo persino più ampio. Ma va bene così. Il ciclo giusto, per cominciare, è un triennio. Io qui sto be­nissimo, con me stesso e con la gente; ci sono le con­dizioni per migliorarsi, per lavorare seguendo un per­corso che abbiamo traccia­to insieme e nel quale cre­diamo entrambi».

Cosa riserverà il doma­ni?
«Chi può dirlo? Puntiamo ad una crescita graduale. Il sesto posto dell’ultima sta­gione vale qualcosa in più, perché nel periodo sotto la mia gestione abbiamo fatto un punto in più della Sam­pdoria. Sarebbe bello, un giorno, essere competitivi per qualcosa di concreto. Lo scudetto? Non poniamo­ci limiti ma serve giudizio e calma».

C’è grande armonia in questo Napoli fregiatosi dell’Europa.
«Gruppo che ha un valo­re indiscutibile e che par­tendo con me, sin dal ritiro, può avere maggior conti­nuità di lavoro. Abbiamo un altro vantaggio: restere­mo per larga parte quelli che siamo, il che vuol dire sapere già cosa bisogna fa­re. Io conosco loro, loro co­noscono me».

Molti riconfermati, dun­que...
«All’ 80% saremo quelli che siamo. E’ un gruppo forte, omogeneo, solido, sufficientemente istruito. E questo costituisce un aiuti­no niente male. I risultati del campionato valgono, hanno offerto indicazioni importanti sullo spessore di questo Napoli e noi ne te­niamo conto, com’è giusto che sia».

Leggi il resto dell'intervista sull'edizione del Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola

Rino Cesarano
Antonio Giordano

Corriere dello Sport

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