NAPOLI, 22 giugno - I sogni son desideri: e sulle spiaggie, ascoltando il rumore delle onde, ci si può cullare tra Pandev e Zu niga, De Sanctis o Marchetti. L’estate più bollente che si possa ricordare del Terzo Millennio è un concentra to di polvere pi rica che sinora ha consegnato Quagliarella, Cigarini, Cam pagnaro e (qua si ufficialmen te) De Ceglie, ma i colpi non sono finiti e c’è una vo glia sfrenata di concedersi botte di vi ta. Pandev più di Di Natale, molto di più; e comunque un inno all’estetica, alla bellezza, alla levità dei gesti con cui arricchire il Napoli. IL PIANO A - I progetti hanno anche scadenze d’esecuzione e il Napoli in tende svelarsi decisamente, per chiudere la costruzione d’una squadra di assoluto rispetto. E allora, Goran Pan dev è un fiore da sistemarsi all’occhiello e nel tridente, avendo però per cezione della necessità d’un altro mas siccio investimento. La Lazio ha idee chiarissime sulla cifra da incassare, il Napoli sa con certezza quel che vuole pagare: e tra il gioco al rialzo e quello al ribasso, restano distanze non incol mabili però comunquen rilevanti. Lo tito reclama cifre congrue, Aurelio De Laurentiis se ne sta al sole di Capri, sa di aver già predisposto un organico niente male, resta fiduciosamente con il cellulare a portata di mano e medita l’assalto finale, andan do a pizzicare le corde del patron laziale, al quale Pandev ha evita to lo stress dell’articolo 17. I quindici milioni di euro lasciati intravede re come richiesta dalla Roma biancoceleste, a Napoli diventano otto più Pazienza, oppure più Blasi, ma non Bogliacino, jolly ritenuto utile alla causa in vari contesti. Pandev è la pri ma scelta, è il tassello ideale per spo sare esigenze d’organico e filosofia anagrafica. Pandev ha l’età giusta e può arrivare nel momento giusto.Leggi l'articolo completo sull'edizione odierna del Corriere dello Sport-StadioAntonio Giordano


