Anno III, numero 21
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via del Maio di Porto, n.9, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via del Maio di Porto, n.9, Napoli

La Settimana Azzurra
di Bruno Marra
Ci siamo presi metà del cuore di Edoardo Reja e gli abbiamo lasciato l’altra metà. Quella azzurra. Il Napoli divide il ramoscello d’Ulivo con il Generale di Lucinico, un pezzo della nostra storia moderna, un uomo il cui profilo esorbita l’aspetto calcistico ed afferisce alle corde più intime di una profonda ed indelebile emotività. La Lazio gli tolse il Napoli e la Lazio gliel’ha ridato. Per un abbraccio grande così, nel giorno che la provvida simbologia del Destino ha disegnato di morte e resurrezione.
Eppure, al primo canto del gallo, il bacio di Edy lo stavano trasformando nel bacio di Giuda. Sergio Floccari, quello che ci disse no davanti all’altare, va in cielo come una colomba bianca. Ma Marek Hamsik riporta il candore sulla terra con la sua “Palombella rossa”, in sintonia cromatica con l’abito d’occasione. Benedetto figliolo, per anni estasi di Reja, tormento per un giorno.
Il Fanciullino con lo spirito guerrier che entro gli rugge. E’ un copyright vivente questo ragazzo che ha nell’estro pedatorio, nella creatività immaginifica e sinanche nelle elaborazioni lombrosiane, un marchio di fabbrica ed un fascino “glamour”. Passa la vita dietro a due occhialini timidi e stilosi come Clark Kent, pronto a trasformarsi nel Superman della porta a fianco. Ha inciso un ideogramma sul collo che suggerisce forza e saggezza come una seconda ipofisi. Tiene i capelli in forza centrifuga, esplosivi come l’energia di un Manga Boy. Marek è il delitto perfetto, il maggiordomo hitchcokiano, quello che colpisce quando nessuno se l’aspetta. La Promessa dell’assassino ed il bacio del Fanciullino.
Hamsik e Quagliarella, anima e core. Prima con la Juve, poi con la Lazio. E’ il secondo gol in 10 giorni confezionato dal braccio e la mente. CastellamMarekiaro è il sentiero della gloria, una passerella azzurro-oro, un Atelier d’alta Moda. Fabio taglia e cuce, Marek ci mette il ricamo. Un bomber travestito da centrocampista. Questa è l’undicesima perla. Nell’affabulante sogno americano, Hamsik sarebbe un uomo copertina per tutte le stagioni. Uno che stimola variegati “claim” e che comincia per “Ham”, negli States sarebbe già “The Hammer”. Hamsik “The Hammer”. Il martello.
Giusto quello che ci vorrebbe sabato contro lo scudo crociato, nell’ultimo anticipo dell’anno: Napoli-Parma. A Fuorigrotta arriva il Granducato della Via Emilia che in passato ci è costato lacrime e sangue. Una saga intrisa di mesti ricordi. La cessione del quinto stipendio, Gianfranco Zola, Fabio Cannavaro, Massimo Crippa e per poco non veniva via anche la statua di Carlo di Borbone da Piazza Plebiscito.
Il Feudo di Tanzi ci salvò e ci liberalizzò, come gli americani nel dopoguerra. E ci spedì anche in serie B, con firma ducale su raccomandata per posta celere. Era la stagione 97/98: 0-4 al San Paolo e 3-1 al Tardini nel giorno stesso della retrocessione. La discesa all'Inferno e le lacrime di Taglialatela in Eurovisione. Successe proprio ad Aprile, di 12 anni fa. Ma chi ama non dimentica. Riprendiamoci la Nobiltà. Stavolta l’Europa spetta a noi. Il Napoli può riscrivere la storia…
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