Abrogata la Pena Capitale, trionfa la Legge del San Paolo

martedì 2 marzo 2010

Abrogata la Pena Capitale, trionfa la Legge del San Paolo

Anno III, numero 17
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli

La Settimana Azzurra
di Bruno Marra

All’ultimo ruggito, sull’ultimo anelito, per l’ultimo brivido, nell’ultimo giorno di Febbraio, il Napoli spezza le catene dell’Impero romano e si riprende le viscere della propria terra. Di 28 non ce n’è uno, ma ce ne sono due: Denis e Hamsik. I Guerrieri non muoiono mai.

La Roma da noi non vince più. Ha smesso per decorrenza termini. La pena Capitale è stata abrogata. Esiste solo la legge del San Paolo.

Il Napoli chiude a chiave la porta di casa e ricaccia nell’oblio una trama fatale troppo banale per avere cittadinanza nella città dell’amore. La storia della Roma che vince per la terza volta consecutiva a Fuorigrotta è un feuilleton ingiallito che giacerà per sempre in un dimenticato archivio di Cinecittà.

In un quarto d’ora il Napoli ribalta storia e destino e cancella l’incipit di Roma Caput Mundi. Perché s’è fatta ‘na certa e la "pennica" non è roba nostra.

La marcia l’inverte il Carrarmato dei desideri. Il sinistro è ‘na cannonata. Bello, pulito, preciso. E’ del Tanque il battito vitale di Fuorigrotta. Prima che arrivi la madre di tutte le esultanze ed il padre di ogni felicità.

Marek Hamsik è uno che ha sempre dato un battesimo ai suoi gioielli. La cresta accarezzata come fosse la Lampada dei sogni dopo ogni gol è ormai un feticcio taumaturgico, un look trend ed un vezzo glamour. Ma la sua creatività è esplosiva quanto la criniera da Manga Boy. Nella prima del San Paolo di quest’anno, trasalì mezza difesa, colpì al cuore del Livorno e poi se ne andò sotto la Curva agitando la mano per dire: mamma mia che gol. E quando, nel giorno della conquista di Casa Savoia, firmò col sangue l’impresa di Torino bianconera, si portò per la prima volta il pollice alla bocca. Ciuffo e ciuccio, per annunciare l’avvento del suo primo figlio, ancora in “camera caritatis” con mamma Martina. Era il prequel dell’ultimo bacio.

Freddo e Glaciale, come la nevicata del ’56 che cadde sulla Capitale. Marek la mette dentro e ci cambia la vita. Alza la maglia e mostra l’ultimo battesimo, un nome tatuato sulla pelle azzurra, cullato su una costola ed inciso nell’anima.

E’ per te che sono verdi gli alberi, è per te il sorriso degli umani, è per te il profumo delle stelle, è per te il canto di questa città. E’ per te che il San Paolo è esploso in un secondo. E' per te, Christian, il primo gol di questo mondo…

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