Lo stile e l'ostile, l'Anima Speciale dei Guerrieri della Notte

lunedì 15 febbraio 2010


Anno III, numero 16
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli

La Settimana Azzurra
di Bruno Marra

Ma i campioni dell’Italia siamo noi!? Splendido, strabiliante Napoli che monta sulle spalle della Beneamata e confonde le idee a chi fosse sprovvisto di fantasia. I Guerreri della Notte si prendono tutto l’azzurro del mondo e lasciano all’Internazionale di Milano solo il nero della paura.

Ne sa molto Julio Cesar che ha imparato a pregare in volo. Prima si è fatto la croce con la mano sinistra sulla traversa di Hamsik, poi con la mano destra sul palo di Quagliarella. Alla fine è stato proprio lui il migliore in campo, il portiere brasiliano dal nome evocativo. Julio Cesar, uno che non bestemmia neppure nel sonno e che per premio si è portato in campo le provvidenziali referenze trascendentali del Cristo del Corcovado. Quello a braccia aperte. Amen.

Il Napoli non solo meritava di vincere, ma meritava di rigiocarla subito e vincerla di nuovo la partita. Tutto in una notte. Non ce ne volevano 3 ma 6 di punti per dare lustro all’ardore dei Giganti di Mazzarri. L’Inter ha preso il fischio finale di Rosetti come l’annuncio di Radio Londra che la guerra è finita.

In un calcio facile preda di sofismi, meglio dirlo e renderlo con la necessaria evidenza. Quello del Napoli è un Punto grande così, quello dell’Inter è un punticino “piccolino piccolino”. Diciamo pure, più vicino allo “zeru”.

In periodo lieto di trasformismi carnascialeschi, sarebbe stato lecito nella circostanza indossare il saio francescano e marciare a piedi nudi verso la redenzione, anziché travestirsi da “Martire di Belfiore”. Come vittima di un’ingiustizia epocale. Ma evidentemente anche l’allegoria richiede uno stile adeguato.

La storia, la cultura, l’esperienza ci insegnano e ci tramandano che la virtù dell’Oro di Napoli risplende nell’ironia e nella pazienza. E in ossequioso rispetto verso l’atavica sapienza, si può a cuor leggero ascrivere alla voce “ogni scherzo vale” la stucchevole deriva di chi ha voluto pontificare su presunte unità di misura etiche e morali. Da un altare che, in verità, scricchiola in più punti cardine.

Lo spessore umano non si misura sulla superficie di una bacheca, ma nella profondità dell’anima. Ed il sarcasmo da avanspettacolo antidiluviano non è contemplato più neppure nell’ultimo sdrucito copione hollywoodiano.

Il pazzo, folle, struggente ed esaltante Napoli di Mazzarri, evidentemente reca scritto nel suo corredo cromosomico il destino di dover strabiliare. Dopo aver ribaltato le statistiche, riscritto la storia moderna, segnato la memorabile striscia di risultati e chiuso la porta per 10 ore consecutive, adesso i Guerrieri azzurri vogliono battere un altro record: quello dei pali colpiti. Ormai non se ne contano più. Ma abbassare ogni limite è nel DNA dei veri numeri Uno.

Prendiamola con filosofia e restiamo in piedi ad applaudire questi ragazzi con un Cuore enorme ed un’Anima davvero Speciale. L’iperbole dell’esistere è solo un’illusoria propaggine della cultura dell’essere. Questo Napoli può essere orgoglioso di ciò che sta costruendo, può sorridere con fierezza e riflettersi in una coscienza specchiata. Serenamente. Perché c’è una sensibile differenza tra essere ostile ed avere stile. L’ostile lo si trova dappertutto. Lo stile non è mai stato sul mercato. Neppure per un giorno.

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