Napoli, il Mito degli Immortali e l'Elogio della Follia

lunedì 14 dicembre 2009

Anno III, numero 10
Direttore Responsabile: Guido Baldari
Editore SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli
Proprietario SSC Napoli, Via De Gasperi n. 33, Napoli

La Settimana Azzurra
di Bruno Marra

Ma cose da matti. Roba che Erasmo da Rotterdam è un timido chierichetto e l’Elogio della Follia un sobrio manuale delle Giovani Marmotte. Incredibile, assurdo, infinito, pazzesco. Il Napoli buca il video, sfora il palinsesto, sfonda il muro sardo quando già sono partiti i titoli del Tg e il posticipo serale è quasi all’abbrivio.

Le emozioni forti sono solo su Napoli Channel. Battiti interminabili da fascia protetta, bollino rosso, parental control. Un network d’amore per chi ha criptato d’azzurro anche il cuore.

Evidentemente bisognava esagerare, superare il muro del suono per riassettare le coordinate della congiuntura astrale. Pensate un po’ allo scenario di tregenda che si è spalancato di fronte a tutti noi simultaneamente al 90esimo minuto del Sant’Elia: Napoli investito dalla nemesi della rimonta e soggiogato dalla maledizione dell’Isola. Ed invece all’ultimo battito di ali, il volo d’angelo di Bogliacino riscrive l’anno Mariano e cancella in un colpo solo il Testamento aprocrifo.

Un gol di un' importanza che esorbita l’aspetto strettamente tecnico o numerico, perché estirpa la frustrazione di un diabolico incantesimo e parallelamente apre la porta ad un’altra mitologia seriale: quella del Napoli Immortale.

Gli azzurri superano la prova del nove, tolgono altre due dita di polvere dai record della memoria, ma ciò che davvero impressiona è la fenomenologia di questo filotto borderline. Il Napoli ha preso per la coda Bologna, Fiorentina, Milan, Juventus, Bari e Cagliari, segnando 7 gol dopo l’80esimo minuto, di cui ben 4 dopo il 90esimo ed uno addirittura dopo il 95esimo. Difficile a memoria d’uomo ricordare una squadra che ribalti la bellezza di 6 partite in meno di due mesi con una tale suggestione di eventi e brividi a fior di pelle.

In una letteratura calcistica che molto spesso arride ad espressioni sensazionalistiche e luoghi comuni per dare un senso estemporaneo alla casualità del pallone, il Napoli è riuscito nell’impresa di conferire credibilità agli stereotipi e fascino alla retorica. Perché questo è davvero cuore, questa è anima, questa è personalità. E per una volta non sono parole di burro. Questo Napoli non finisce mai.

All’ultimo palpito possibile di vita, la terra del Cannonau è ammutolita. Ciurma, questo silenzio cos’è!? E’ il volo d’angelo di Mariano Bogliacino, il graffio alla storia di Capitan Uncino. L’Isola che non c’è, è riapparsa di buon mattino. Ed ha una Costa Azzurra disegnata sulla mappa del Destino…

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