Maggio: Sono cresciuto e voglio dare il mio entusiasmo al Napoli

venerdì 20 novembre 2009

Maggio: Sono cresciuto e voglio dare il mio entusiasmo al Napoli

"La Nazionale mi ha trasmesso l'entusiasmo che voglio dare al Napoli". Christian Maggio, ai microfoni di Radio Marte, racconta la sua settimana azzurra al culmine di un periodo davvero magico. Che racconta di una nuova giovinezza...

Christian, dalla Lazio alla Lazio: sei mesi da raccontare...

"E' vero. Mi infortunai la scorsa stagione proprio contro la Lazio. Fu una partita tristissima anche per il Napoli e per il mister Reja che fu esonerato. Però ora sono sereno e penso a quella partita con uno spirito diverso, perché quella esperienza mi ha insegnato tanto. Mi sono operato al ginocchio, ho svolto una riabilitazione intensa e con esito felice. Ho scoperto l'affetto di molte persone che mi sono state accanto. Ed oggi so che sono rinato...".

Chi ti conosce lo sa: avevi perso anche un po' di fiducia...

"Sì, posso confessare che credevo di aver perso il treno per la Nazionale ed anche tante cose belle professionalmente parlando. Invece il calcio mi ha insegnato che non bisogna mai mollare. Oggi sono sereno e probabilmente più forte di prima psicologicamente. E, nonostante le avversità, considero questo periodo importantissimo per la mia carriera".

Periodo che è culminato con la 'rinascita' del Napoli...

"Stiamo bene e speriamo di proseguire su questa strada. Domenica ci aspetta un match difficilissimo. Ma da qui a Natale abbiamo impegni molto severi che possono rivelare la nostra reale identità. Ma pensiamo partita dopo partita e guardiamo al prossimo impegno".

Arriva una Lazio molto motivata. Neppure la tradizione aiuta il Napoli...

"Beh, siamo coscienti che la Lazio è una squadra di grandi potenzialità e che avrà tanti stimoli. Noi dobbiamo pensare a svolgere il nostro gioco ed entrare in campo nel modo giusto, svogendo ciò che abbiamo preparato in settimana con concentrazione. Poi in più avremo la carica del San Paolo e speriamo di far felici i nostri tifosi".

Magari festeggiando con l'ormai 'mitico' inchino. Raccontaci come è nata questa esultanza....

"Giocavamo contro la Fiorentina la scorsa stagione ed avevamo le curve squalificate. Così pensai che se avessi fatto gol sarei andato ad abbracciare idealmente i tifosi che non ci potevano seguire e che erano a casa. Così, istintivamente, ho fatto un inchino e da allora è rimasto un gesto mio per omaggiare l'amore dei tifosi del Napoli".

Hai anche vinto la timidezza così. Come va il tuo rapporto con Napoli?

"All'inizio è stata dura. Io sono un ragazzo tranquillo e sono stato investito dalla grande passione dei napoletani. Poi piano piano mi sono ambientato e tutto questo affetto mi piace e mi galvanizza. Vincere a Napoli può dare soddisfazioni e gioie che da nessuna altra parte sarebbero così intense. Sono felice di essere qui e per me Napoli rappresenta un traguardo che vale una carriera"

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