De Laurentiis: «Il Napoli può fare a meno di Lavezzi»
Il presidente del club azzurro: «È un giocatore discontinuo. Vorrebbe guadagnare di più ma per cosa? Non è che ci ha fatto andare in Europa con i suoi 7 gol. Il Napoli può anche fare a meno di lui»VIDEO: De Laurentiis, furia su Lavezzi
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© MoscaSONO PROBLEMI SUOI, NON DEL CLUB - I malumori del Pocho non sono ammissibili per una società che guarda al collettivo, al futuro e non ad un singolo giocatore: «Sono problemi suoi. È lui che mette in gioco la sua vita professionale, la sua carriera; non certo la nostra, non certo quella del Napoli - afferma deciso De Laurentiis - Il Napoli adesso farà un altro acquisto che potrà sostituire chi di dovere e andrà avanti così. Ma secondo voi perché ho speso quello che ho speso per Quagliarella? Secondo voi perché ho rafforzato tutto il centrocampo? Che lo rafforzavo a fare? In questo discorso di perfezionamento può essere che il signor Lavezzi non abbia capito che questo percorso lo pretendiamo anche da lui, e quindi il club si è organizzato anche per farne a meno. O per utilizzarlo parzialmente, o per utilizzarlo quando ci farà 'la concessione' di sentirsi atleta e non calciatore soltanto».
NON È IL NUOVO MARADONA - «È un giocatore discontinuo - continua il massimo dirigente del Napoli - non è il nuovo Maradona e la sua resa non serve alla squadra, a lui e al risultato. Per il momento la società resta sulle sue posizioni, noi non abbiamo sbagliato, sbaglia chi lascia la squadra per partire: se un attore si fosse comportato come lui me lo sarei mangiato»
DOTI MORALI PIÙ IMPORTANTI DI TUTTO - «Io prima di prendere questi nuovi giocatori non ho verificato, insieme a Marino, le loro doti atletiche, tecniche, calcistiche, bensì le loro doti morali. Quanti giocatori importanti ma rognosi sono stati esaminati e scartati? Per questo ho preso Marino, per scegliere. Dopo 35 anni di lavoro saprà pure distinguere, no? Certo, l'errore ci può essere, soprattutto per i giocatori che vai a prendere all'estero. Ma abbiamo trovato una persona straordinaria e perfetta dal punto di vista dell'etica, della morale, dell'impegno e dell'attaccamento alla maglia come Bogliacino, Gargano che è un altro giocatore su cui da questo punto di vista si può lavorare molto bene, Denis che è una persona adorabile, padre di famiglia, che ha solo questo difetto: gli piace mangiare, come me, ma gli ho detto che io lo posso fare, lui no. Già è lento nella sua muscolatura, non è velocissimo, ma ha una grande potenza. E la sua potenza è massima se resta in forma».
VOGLIO IL MASSIMO DAI GIOCATORI - «Voglio il massimo dai miei calciatori: da oggi in poi non tollero nessuna furbizia, basta fare tardi la sera. Siamo stati troppo deboli, da italiani a Natale diventiamo più buoni. E non accetto discorsi di depressione: cos'è questa storia per cui se uno gioca il primo tempo è un figo e se entra dopo o gioca dieci minuti è un cretino? Voi dovete far parte di un gruppo, se non sarete stati chiamati lo sopporterete, perché il mister ha deciso così. Altrimenti non avrei bisogno dell'allenatore, faremmo tutto insieme allegramente».
POTREI FREGARMENE, MA IO PENSO AL MODELLO NAPOLI - «La mia è una missione, l'ho sempre detto. La cosa più facile per me sarebbe fregarmene, parlare con Marino e pensare ad altro. Ma cosa ne sarebbe del modello Napoli? Voi giornalisti siete i primi a dirmi che Napoli è una città difficile, che in Italia il calcio è complicato. Ma come? Noi abbiamo parlato per primo del calcio come business, abbiamo creato l'idea che poi ha ripreso anche Moratti, e dovrei vanificarla per 20, 30 milioni di euro? Ma per me non sono nulla, di fronte ad un progetto così importante come il Napoli. Fino a quando ci sarò io questa sarà la mentalità».
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